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Perchè il Blog

Questo Blog nasce sulla esigenza di aggiornare tutti colleghi della Raicam Drive Line sulla evoluzione aziendale, sui temi della sicurezza e per mettere a disposizione un archivio di normative e modulistiche. Sulla scia dell'emergenza Covid19 e su l'impossibilità di informare tutti i lavoratori con i tradizionali metodi di divulgazione ho scelto il Blog. Questo non vuol dire che non si fà politica ma si deve fare politica nel senso più alto della parola, si fà Politica del Lavoro.



Lo Sfogo del Sindacalista.


Lo Sfogo del Sindacalista.


Bisogna metterci sempre la faccia e quindi per prima cosa mi presento.
Io sono Gregorio Abbate sono un metalmeccanico, RSU RLS iscritto all’UILM di Ancona membro del direttivo UILM Ancona, membro esecutivo UILM Ancona e dipendente dell’Azienda Raicam Drive Line plant Moie.
Sono un fortunato perché:
·      Lavoro in un’azienda dove sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria Covid si è avuta una forte collaborazione e si sono messi in atto, anche in anticipo avvolte dei provvedimenti presi dal Governo.
·      Ho un’esposizione al rischio biologico ridotto, confrontato con i Lavoratori del settore sanitario.
·      Lavoro con un gruppo di colleghi che hanno avuto un comportamento di altissimo profilo di responsabilità sociale.

Ho una forte incazzatura

 
Non trovo altro modo per esprimere il mio disappunto, all’improvviso l’Italia si ritrova essere come Taranto, è evidente che non è pensabile continuare in questo regime fino all’arrivo di un vaccino o di una terapia in grado di affrontare questa emergenza sanitaria. E’ altrettanto evidente che dopo questo impegno di limitazioni sociali tutto si può vanificare per ragioni economiche. Ovvio che la cura non può diventare peggiore della malattia. Per me è impensabile che non si possano mettere in atto strumenti di protezione individuali e collettivi atti a garantire una ripartenza di tutte le attività.
Da dove nasce l’incazzatura?
La goccia  che rende la misura colma è l’ultimo Dpcm 10 aprile 2020 perché nei fatti è un decreto che possiamo rinominare “ quasi libera tutti”.
Dalla conferenza di Conte si capisce che le misure di blocco si allungano fino al 4 Maggio, che alcune attività viene permessa apertura, che viene istituita una commissione di esperti per guidarci nella “seconda fase”. Poi leggi il decreto e l’allegato e ti rendi conto che se non è una riapertura totale quasi lo è.
Vista la lista delle attività in allegato, qualunque attività produttiva legata alla filiera delle attività in allegato può riaprire grazie a art2 comma 3 del Dpcm 10 aprile 2020.
Se io libero cittadino per il momento, non mi posso spostare dal comune di residenza almeno di comprovate esigenze o la dove permesso per andare a lavorare e se nel mio comune non ci sono librerie, ma mi spiegate come posso andare in libreria a comprare un libro?
Forse era meglio che prima di dare il libera quasi tutti, la commissione di esperti ci doveva dare un protocollo. Anche perché l’unico esistente è:

Protocollo condiviso

Regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro


Ammesso e non concesso, che questo protocollo è superato nei fatti, poiché sia da parte di membri dell’OMS e ISS alcune prevenzioni indicate sono insufficienti o quantomeno inefficaci.
Dato che nell’azienda non ci sono esperti virologi, e questa emergenza sanitaria è del tutto nuova, talmente nuova ma non inaspettata che anche gli esperti ci danno indicazioni in continua evoluzione. Premesso che la scienza è un processo in sviluppo e quello che oggi è vero domani può essere approfondito e migliorato, e mai possibile che dopo 2 mesi di crisi emergenziale almeno in Italia, non ci sono dei punti fermi sul come proteggersi a parte il distanziamento sociale.
E’ mai possibile che si permetta la ripartenza di moltissime attività prima che non si siano stabilite delle altre regole di comportamento nei luoghi di lavoro.
Oppure ci si dice che il precedente protocollo andava bene e tutti quelli che lo avevano applicato sono rimasti a casa per nulla.
Mi sento comunque preso per il culo, perché se è cosi allora potevamo continuare a lavorare, usciti dal lavoro si rimaneva a casa oppure se sono venute a conoscenza altre evidenze scientifiche adesso mi mandi a lavoro senza informarmi e formarmi. Se questa fosse vero e se lo stato fosse una azienda sarebbe condannato ai sensi del TUS.
Merito a chi sta gestendo nel governo questa situazione perché molto complessa ma sinceramente un ignorante come me riesce a vedere le contradizioni che potrebbero minare la salute di tutti ed annullare i sacrifici sociali che stiamo facendo tutti Noi.


Commenti

  1. In questo mondo dove la gente tira il sasso nascondendo la mano..
    che condivida oppure no,
    provo ammirazione per chi ci mette la faccia
    Non sono un virologo ma nel pieno del contagio e con una penuria di posti letto in rianimazione ho trovato sensate le misure estreme per limitarne la diffusione.
    Ho la sensazione(ma sono un metalmeccanico) che il denominatore dei contagiati sia di milioni e si sia superato il collo di bottiglia...
    e che delle semplici misure protettive e di buon senso... come quelle in gran parte adottate dal azienda negli ultimi giorni possano essere sufficienti per una timida ripartenza.

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