Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro Vediamo cosa indica il protocollo e analizziamolo punto per punto (la fonte del testo e il Ministero della Salute)
Misure efficaci di salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere garantite in tutte le aziende grazie a un protocollo raggiunto 14 Marzo tra sindacati e imprese in accordo con il Governo. Il documento consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del nuovo coronavirus nei luoghi di lavoro. Eccoli in sintesi.
Fermo restando che i punti sotto elencati sono stati predisposti il 14 Marzo e che da allora notizie contrastanti ci arrivano da vari organi istituzionale italiani e mondiali ritengo necessaria dare una stretta in ottica di maggiore sicurezza alle regole condivise per tutelare la sicurezza di tutti i lavoratori e dei lori familiari.
Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5
Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5 ) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l'autorità sanitaria.
Per quanto riguarda questo punto in Raicam si è lasciato al singolo lavoratore la responsabilità di controllare la temperatura. Nel incontro con azienda successiva al 14 Marzo si è concordato di inserire un chek point all'ingresso con la misurazione della temperatura. In azienda era presente una termo camera industriale ma non è stata usata perchè poco affidabile per misure di temperature basse. Ci siamo attivati alla ricerca di un termometro laser ma risultavano esauriti. Sicuramente quando, e spero presto, rientreremo queste sarà una delle cose da implementare con urgenza. Altra procedura che ha adottato azienda e comunicataci in seguito è che tutte le persone che rientravano da malattia con sintomatologia dovevano fornire certificato dichiarazione medica che attestasse che la malattia non era dovuta a Covid19. In linea generale è una misura di tutela supplementare ma contestata da parte UILM nel modo di applicazione. Nel momento in cui il lavoratore non può presentare la certificazione richiesta, perchè il medico di famiglia non ha obbligo di farla, secondo noi questa certificazione è a carico della azienda e del Medico competente dell'azienda che è l'unico preposto alla sorveglianza sanitaria e se anche in questo caso non fosse possibile certificare il lavoratore o va in malattia e quindi in quarantena se positivo o viene fatto il tampone a carico dell'azienda o se non in quarantena rimane a casa a carico completo dell'azienda con piena retribuzione.
Limitare i contatti con i fornitori esterni
Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori.
Già prima del 14 Marzo sono stati vietati l'accesso a tutti i visitatori e fornitori con l'unica eccezione per alcuni fornitori e solo in casi legati al funzionamento della produzione sotto autorizzazione della direzione. Nel periodo di applicazione non mi risulta che ci siano state autorizzazioni, ma in casi eccezionali alcuni colleghi dotati di mascherine a guanti si sono dovuti spostare dai fornitori per ritirare materiali o pezzi di ricambio.
Pulizia e sanificazione
L'azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.
Igiene delle mani
È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.
Già prima del 14 Marzo con l'azienda abbiamo cambiato il piano di pulizie giornaliere, istituendo anche un registro giornaliero che come RLS controlleremo e verificheremo. La sanificazione è stata eseguita dopo il 14 marzo, come tutti sapete il Venerdi prima della chiusura. Questo punto sarà da implementare ulteriormente sia nelle pulizie, sia nella sanificazione e sia nei detergenti e disinfettati e modo di utilizzo. Ritengo che mezzi idonei per i detergenti non ci siano.
Mascherine e guanti
Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.
Questo punto e da modificare visto che dopo il 14 Marzo come detto ci sono comunicazioni discordanti tra ISS ed OMS ad esempio e quindi nel dubbio in via tutelativa bisogna cercare di adottare il principio della massima tutela.

Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)
L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.
Prima del 14 Marzo gli spogliatoi sono stati chiusi, i percorsi di ingresso sono stati cambiati, la mensa ampliata utilizzando anche la sala assemblee e segnati i posti ed indicando il numero massimo contemporaneo di presenze. Anche questo punto è da rivedere, perchè se questa emergenza sarà da gestire per molto tempo si dovranno organizzare gli spogliatoi e gli orari di lavoro.
Possibile chiusura dei reparti non necessari e smart working
Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.
Tutte le attività di ufficio sono state spostate in smart working, facendo le turnazioni ed usando ferie prima che uscisse il decreto per la cassa. Riducendo al minimo le presenze. Dopo il decreto che ha aperto la cassa COVID19 i dipendenti che non fossero in smart working, saranno in cassa.
Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni
Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.
Ammortizzatori sociali e ferie
Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
Come sapete fatto prima dell'accordo e la cassa aperta dopo il decreto per 4 settimane anticipate dall'azienda.
Stop trasferte e riunioni
Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).
Orari ingresso-uscita scaglionati
Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
Fatto prima del 14 Marzo. Ho messo la foto di Franco, perchè è stato il mio maestro nel sindacato ed un grande amico.

Gestione di un caso sintomatico
Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.
Questa parte è da migliorare nelle procedure perchè ci sono delle discordanze da Stato e Regione, le procedure dopo la chiamata ai telefoni di emergenza non è chiara. Dobbiamo mettere in atto un protocollo comune ed immediato. Già in questi giorni le nostre rappresentanze sindacali sul territori stanno facendo pressione sulla regione. A prescindere dalle risposte si deve mettere in piedi una procedura condivisa con azienda per la gestione dell'emergenza e la tutela della retribuzione.
Sui trasporti sono state applicate tutte le procedure compresa la registrazione per ogni trasporto all'ingresso e il controllo della presenza ed utilizzo dei DPI da parte dei trasportatori. Il divieto assoluto dell'ingresso nella aree dello stabilimento (bagni, aree verdi etc...) Manca solo un bagno chimico per i trasportatori messo all'esterno del reparto spedizioni che sarà messo nel futuro rientro, vista la difficoltà a reperirlo con il giusto contratto di Smaltimento.
Se avete dubbi o bisogno di chiarimente sapete come contattarmi
RSU - RLS UILM - Raicam Drive Line - Plant Moie
Gregorio Abbate
Misure efficaci di salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere garantite in tutte le aziende grazie a un protocollo raggiunto 14 Marzo tra sindacati e imprese in accordo con il Governo. Il documento consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del nuovo coronavirus nei luoghi di lavoro. Eccoli in sintesi.
Fermo restando che i punti sotto elencati sono stati predisposti il 14 Marzo e che da allora notizie contrastanti ci arrivano da vari organi istituzionale italiani e mondiali ritengo necessaria dare una stretta in ottica di maggiore sicurezza alle regole condivise per tutelare la sicurezza di tutti i lavoratori e dei lori familiari.
Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5
Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5 ) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l'autorità sanitaria.
Per quanto riguarda questo punto in Raicam si è lasciato al singolo lavoratore la responsabilità di controllare la temperatura. Nel incontro con azienda successiva al 14 Marzo si è concordato di inserire un chek point all'ingresso con la misurazione della temperatura. In azienda era presente una termo camera industriale ma non è stata usata perchè poco affidabile per misure di temperature basse. Ci siamo attivati alla ricerca di un termometro laser ma risultavano esauriti. Sicuramente quando, e spero presto, rientreremo queste sarà una delle cose da implementare con urgenza. Altra procedura che ha adottato azienda e comunicataci in seguito è che tutte le persone che rientravano da malattia con sintomatologia dovevano fornire certificato dichiarazione medica che attestasse che la malattia non era dovuta a Covid19. In linea generale è una misura di tutela supplementare ma contestata da parte UILM nel modo di applicazione. Nel momento in cui il lavoratore non può presentare la certificazione richiesta, perchè il medico di famiglia non ha obbligo di farla, secondo noi questa certificazione è a carico della azienda e del Medico competente dell'azienda che è l'unico preposto alla sorveglianza sanitaria e se anche in questo caso non fosse possibile certificare il lavoratore o va in malattia e quindi in quarantena se positivo o viene fatto il tampone a carico dell'azienda o se non in quarantena rimane a casa a carico completo dell'azienda con piena retribuzione.
Limitare i contatti con i fornitori esterni
Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori.
Già prima del 14 Marzo sono stati vietati l'accesso a tutti i visitatori e fornitori con l'unica eccezione per alcuni fornitori e solo in casi legati al funzionamento della produzione sotto autorizzazione della direzione. Nel periodo di applicazione non mi risulta che ci siano state autorizzazioni, ma in casi eccezionali alcuni colleghi dotati di mascherine a guanti si sono dovuti spostare dai fornitori per ritirare materiali o pezzi di ricambio.
Pulizia e sanificazione
L'azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.
Igiene delle mani
È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.
Già prima del 14 Marzo con l'azienda abbiamo cambiato il piano di pulizie giornaliere, istituendo anche un registro giornaliero che come RLS controlleremo e verificheremo. La sanificazione è stata eseguita dopo il 14 marzo, come tutti sapete il Venerdi prima della chiusura. Questo punto sarà da implementare ulteriormente sia nelle pulizie, sia nella sanificazione e sia nei detergenti e disinfettati e modo di utilizzo. Ritengo che mezzi idonei per i detergenti non ci siano.
Mascherine e guanti
Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.
Questo punto e da modificare visto che dopo il 14 Marzo come detto ci sono comunicazioni discordanti tra ISS ed OMS ad esempio e quindi nel dubbio in via tutelativa bisogna cercare di adottare il principio della massima tutela.
Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)
L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.
Prima del 14 Marzo gli spogliatoi sono stati chiusi, i percorsi di ingresso sono stati cambiati, la mensa ampliata utilizzando anche la sala assemblee e segnati i posti ed indicando il numero massimo contemporaneo di presenze. Anche questo punto è da rivedere, perchè se questa emergenza sarà da gestire per molto tempo si dovranno organizzare gli spogliatoi e gli orari di lavoro.
Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.
Tutte le attività di ufficio sono state spostate in smart working, facendo le turnazioni ed usando ferie prima che uscisse il decreto per la cassa. Riducendo al minimo le presenze. Dopo il decreto che ha aperto la cassa COVID19 i dipendenti che non fossero in smart working, saranno in cassa.
Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni
Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.
Ammortizzatori sociali e ferie
Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
Come sapete fatto prima dell'accordo e la cassa aperta dopo il decreto per 4 settimane anticipate dall'azienda.
Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).
Orari ingresso-uscita scaglionati
Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
Fatto prima del 14 Marzo. Ho messo la foto di Franco, perchè è stato il mio maestro nel sindacato ed un grande amico.
Gestione di un caso sintomatico
Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.
Questa parte è da migliorare nelle procedure perchè ci sono delle discordanze da Stato e Regione, le procedure dopo la chiamata ai telefoni di emergenza non è chiara. Dobbiamo mettere in atto un protocollo comune ed immediato. Già in questi giorni le nostre rappresentanze sindacali sul territori stanno facendo pressione sulla regione. A prescindere dalle risposte si deve mettere in piedi una procedura condivisa con azienda per la gestione dell'emergenza e la tutela della retribuzione.
Se avete dubbi o bisogno di chiarimente sapete come contattarmi
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Gregorio Abbate




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